venerdì 20 settembre 2013

La scuola degli altri: Siria

Syrian girls, carrying school bags provided by UNICEF, walk past the rubble of destroyed buildings on their way home from school on March 7 in al-Shaar neighborhood, in the rebel-held side of the northern Syrian city of Aleppo. (IZEIN ALRIFAI/AFP/GImages)Da Avvenire, 18 settembre 2013 (di Paolo Pergolizzi) - Da almeno un anno, Aleppo sopravvive in un universo sotterraneo, fatto di bunker, gallerie e cantine, trasformati in aule e ospedali per sfuggire ai bombardamenti dell’esercito.

Un uomo in mimetica si affretta per gli scalini. È un ribelle che accompagna il figlio nella scuola gestita dal Syrian Team for Progress and Responsability, una onlus locale. In questa zona, grazie ai fondi raccolti dai volontari dell’associazione modenese Time4life – guidata dall’avvocato 32enne Elisa Fangareggi, con cui stiamo facendo questo viaggio – sono stati realizzati cinque istituti scolastici in cui studiano dai 600 ai 700 studenti. 

(...) Sotto, però, non c’è posto per la guerra. Questa deve restare fuori. Anzi sopra. Nei bunker si continua a fare i compiti, a studiare, a vivere. Con fatica e determinazione. Le classi sono molto spoglie, attrezzate con quello che è stato trovato sul momento: banchi di legno o seggiole da conferenza e una lavagna alle pareti. «Abbiamo solo un libro per le varie materie e dobbiamo fare le fotocopie per tutti», ci spiega Nahed, una giovane insegnante. Improvvisamente si sente un colpo di mortaio, forte, molto vicino. Sobbalziamo, ma poi guardiamo i bambini e ci accorgiamo che nei loro occhi non c’è paura, né sorpresa. È solo l’ennesimo boato che sentono da un anno a questa parte. «Per loro è la normalità», aggiunge la docente. I ragazzi sono contenti di poter andare a scuola. «È meglio andare a scuola a imparare, piuttosto che restare a casa a fare niente», afferma una bimba.

Il resto del bell'articolo è qui. L'immagine di Aleppo devastata è di Asia News
 

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