lunedì 15 ottobre 2012

Quanto lavora un prof, per davvero?

Riporto integralmente, con il gentile consenso dell'autore, un articolo dell'amico e collega Stefano Biavaschi, che chiarisce perfettamente la concreta realtà dell'impegno orario di un docente.

Ogni riferimento alle recenti discussioni circa la (pessima) proposta di portare le ore di insegnamento da 18 a 24, a parità di stipendio, è puramente intenzionale.

Grazie Stefano!

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Aggiornamenti! Vedi anche:
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Quante ore lavora un docente delle superiori? Solo 18 ore come dice il suo orario cattedra? Assolutamente no, e chi insegna lo sa bene.
Il docente delle superiori a queste 18 ore deve aggiungere: almeno un'ora di ricevimento genitori alla settimana, circa un'ora di preparazione delle lezioni per ogni classe che incontrerà il giorno dopo, più le ore per la correzione dei compiti in classe (almeno mezz'ora per ogni studente), e inoltre c'è da aggiungere le ore dei consigli di classe (da moltiplicare per il numero delle proprie classi), le ore di collegio docenti (sempre più lunghi e frequenti), le ore di riunioni per materia (aggravate dalle novità apportate dalla riforma), e infine le ore degli scrutini (diventati incredibilmente lunghi per l'introduzione del meccanismo dei crediti scolastici e dei crediti formativi).
Ma non finisce qui, perché tutti i docenti fanno poi parte di commissioni, o lavorano al POF, o svolgono funzioni aggiuntive, incarichi della presidenza, formazione delle classi, orientamento, accoglienza, CIC, progetti, organizzazione dell'orario settimanale, e così via.
Alla fine quanto lavora un docente? Generalmente entra a scuola alle 8 (e una volta era 8,20 poi diventato 8,15, poi diventato 8,10, e oggi in alcune scuole già 7,50) e non esce prima delle 14. Anzi, se i ragazzi escono alle 14 (per le scuole che non hanno il pomeriggio) il docente esce alle 14,30 perché deve come minimo passare dalla sala docenti per lasciare il registro, chiudere negli armadi il materiale didattico utilizzato, consegnare le chiavi di eventuali laboratori, concordare con un collega un impegno didattico intrapreso, eccetera.
A quel punto il nostro docente può finalmente dirigersi verso casa (completamente privo di energie perché digiuno) dove giungerà alle 15 o alle 15,30 (a secondo della distanza), e dove finalmente effettuerà il suo pasto in orari assurdi. Questo solo se non deve rientrare a scuola, perché in caso di riunioni pomeridiane il servizio riprende alle 14,30, senza concedere al lavoratore alcun buono mensa e nemmeno la pausa pranzo, cose (entrambe) che sarebbero previste dalla legge.
Se i consigli di classe terminano alle 20, il nostro lavoratore avrà effettuato un turno no-stop dalle 8 del mattino alle 8 di sera, e cioè 12 ore filate senza pausa, e questo gli permetterà di spiegare meglio in classe, il giorno dopo, la lezione sullo sfruttamento degli operai durante l'800. Cosa che non potrà fare se il giorno prima ha invece avuto scrutini che terminano alle 22, perché il pranzo-cena effettuato a mezzanotte gli è restato sullo stomaco durante le poche ore di sonno.
La domenica il nostro insegnante può però svegliarsi più tardi, ha maggiore tempo per contemplare fuori dalla finestra le montagne all'orizzonte che il suo stipendio non gli permette di raggiungere, ma può girarsi a contemplare le montagne di compiti in classe portate a casa. Per far riposare il cervello dopo una trentina di temi o compiti in classe di matematica corretti, e fuggire dalla frustrazione di vedere quanto poco è stato imparato con gli scarsi strumenti forniti dalla scuola, il nostro docente può però godersi una passeggiata all'aria aperta, sfogliare finalmente il giornale del giorno prima, leggere che qualche tecnico del ministero sta pensando di portare le sue 18 ore a 24, con conseguente aumento delle ore correlate: consigli, scrutini, riunioni, correzione compiti...
Un aumento, quindi, non di 6 ore, ma di almeno altre 12. Il tutto senza aumenti per lo stipendio, anzi con gli scatti congelati, e quindi decurtato del 4% di inflazione all'anno, e senza nemmeno più (così legge) indennità di vacanza contrattuale. Anzi, senza nemmeno più ...vacanza, perché, sempre quei tecnici, stanno progettando di farlo lavorare anche in agosto affinché lui si possa dedicare meglio ai corsi di recupero di quei ragazzi che per sovraccarico burocratico delle sue funzioni non è riuscito a recuperare in itinere.

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