martedì 9 ottobre 2012

A che serve l'onestà?

Corrado Alvaro (immagine Wikimedia)
La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che essere onesti sia inutile. (Corrado Alvaro)
Questa è esattamente la tragedia che sta avvenendo sotto i nostri occhi - e con la connivenza di alcuni fra noi - nelle coscienze dei nostri ragazzi.

Di questo, più che di tante altre porcheriole, la nostra generazione dovrà duramente rendere conto, prima o poi.

La sfida per noi, adulti ed educatori, è questa: mostrare ai ragazzi che vale la pena di essere onesti, retti e leali, anche se gran parte di ciò che li circonda strilla proprio il contrario.

Ma come si fa? Con discorsi moraleggianti? No: non reggono il confronto con l'invadenza mediatica, lampeggiante e rumorosa, del messaggio opposto. 

Credo che l'unico sistema sia mostrare un'esperienza: la nostra personale esperienza. Forse è tempo di deporre qualche legittimo pudore e giusta riservatezza, e lasciar intravedere qualcosa delle nostre scelte personali, quelle improntate ad onestà, lealtà, fedeltà agli impegni presi ecc., insieme al fatto che siamo contenti di averle prese. Forse l'unico modo per essere convincenti in questo campo, nei confronti di ragazzi che hanno un disperato bisogno di positività e di speranza, è mostrare loro - molto più coi fatti che con le parole - che non ci siamo mai pentiti di essere leali ed onesti e di cercare il bene: e che la vita è davvero più bella, quando è vissuta così.

[Grazie all'amica e collega Maria Cristina Teti, che ha proposto questo aforisma sulla sua pagina Facebook!]
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