sabato 1 settembre 2012

Dieci cose che non voglio fare mai

Photo Credit: Laura4Smith via Compfight cc

  1. dire a un collega, o anche solo pensare, che un mio alunno è stupido.
    Anche se lo fosse, e quasi mai è vero, è mio compito farlo diventare intelligente. E' il mio mestiere.
  2. dire a un ragazzo "non lo capirai mai, non ce la farai mai".
    Come sopra.
  3. prendere in giro un alunno per qualcosa che non sa. Azione vigliacca, spregevole e meschina quanto poche altre. Un ortodontista che dileggiasse pubblicamente i suoi pazienti per i loro denti non allineati sarebbe più simpatico.
  4. giudicare i miei alunni sul piano personale in base ai loro voti.
    Un voto è la valutazione di una singola prestazione, ben delimitata nel tempo e nello spazio: non ha proprio nulla a che fare con il valore della persona.
  5. esigere dagli alunni comportamenti che io per prima non sono disposta a seguire. Consumazioni in classe di caffè, cioccolate calde, biscottini, crackers, focaccine, aranciate: se non possono loro, non posso neanch'io. Uso del cellulare: la legge è uguale per tutti; ma se ho un'emergenza, spiego e mi scuso, così come permetto che loro facciano in casi speciali. Puntualità nella consegna dei compiti, saluto, ascolto attento, rispetto, sempre: semplici doveri reciproci. Ma l'esempio dobbiamo darlo noi.
  6. far leggere ad alta voce brani del testo durante la spiegazione. Confesso: l'ho fatto, qualche volta, in passato. Nel migliore dei casi, è perfettamente inutile. Una noia mortale per tutti; un invito irresistibile alla distrazione (che in quel caso è una forma di legittima difesa). Quando - raramente - abbiamo bisogno di seguire il testo in classe, lo leggerò io, modulando toni e velocità secondo le esigenze della spiegazione, possibilmente stando in piedi in mezzo a loro, e non leggendo mai più di una o due frasi di seguito senza commentarle.
  7. caricare i miei studenti di compiti a casa.
    Non c'è modo più sicuro di far loro odiare lo studio, quella materia, l'insegnante, la scuola. Per sempre.
  8. dire a un genitore "suo figlio ha bisogno di prendere lezioni private nella mia materia".Assurdo: tanto varrebbe dichiarare nero su bianco "sono un incapace". Come giudicherei un medico che dopo avermi visitato dicesse: "uhm, le consiglio di rivolgersi ad un bravo medico"?
  9. dire "siete la classe peggiore di questa scuola/che mai mi sia capitata". Ma davvero non ci ricordiamo che l'hanno detto anche a noi, quando eravamo a scuola? E come ci siamo sentiti a queste parole: forse motivati, spronati a dare il meglio di noi? Le orecchie dei nostri alunni hanno un traduttore simultaneo incorporato, e questa frase suona loro così: non so proprio che pesci pigliare con voi, non ho la minima idea di come gestire questo gruppo classe, ma lungi dallo sforzarmi di trovare una strategia vincente, mi dichiaro sconfitta in partenza e vi liquido con una trita banalità. Mica male come programma.
  10. consigliare - o peggio, esigere - l'acquisto di libri o altro materiale non previsto sin dall'inizio. 

    Tante famiglia hanno grossi problemi economici. Per davvero. E spesso le situazioni più drammatiche sono quelle non dette. Ci sono mille modi, oramai, di fornire a costo zero o quasi ogni sorta di sussidi. E se davvero fosse così importante ed inevitabile, ci metterò qualcosina di tasca mia: non sarà poi così diverso dal trascorrere quegli interi weekend correggendo pile di compiti.

20 commenti:

  1. A scuola andavo mediamente bene, solo la mia prof. di fisica mi diceva "ti do 6 sulla fiducia, perchè so che sei una brava ragazza e studi, ma....", probabilmente pensava di essere buona, comprensiva e generosa, ma quella frase a me feriva un sacco e me la ricordo ancora, non certo come segno di bontà. Adesso so che era un'incapace lei a insegnare, non io a imparare.

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  2. Ah questi benedetti voti col loro carico "esistenziale"... tremendo. Grazie della visita Carmen!

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  3. Non dire mai ad un alunno e/o classe. "Con te/voi non c'è niente da fare!"

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  4. Delle prime quattro cose devo solo dire che non riesco a immaginare un docente degno del nome che le faccia mai, e che se io fossi un preside e sentissi un docente che le fa, comincerei a pensare a modi di trasferirlo o licenziarlo. Le cinque successive sono fatti piu' tecnici - cosa vuol dire "oberare" uno studente? Un'ora di lavoro? due? e teniamo presente che gli studenti sono tutti diversi e che alcuni di loro ci metteranno un terzo di altri. L'ultima non mi pare una regola, adesso che quasi tutti hanno l'internet e accesso a versioni elettroniche gratuite di testi classici di ogni ordine e grado.

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    1. Pardon - rileggendo il punto nove mi sembra ovvio che una persona con un minimo di buon senso non lo direbbe mai. Anche perche' quasi certamente non e' vero.

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  5. Cara Vittoria, non si accende una fiaccola per metterla sotto il moggio, e la tua fiaccola didattica brilla come la luce dell'intelligenza nelle tenebre di gran parte della scuola.
    Grazie!

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  6. grandissima! condivido ogni pensierino!

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  7. Grazie. Io non insegno a scuola ma all'universtà. Tuttavia penso che queste parole mi facciano bene lo stesso.
    Andreas Formiconi
    http://iamarf.org

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  8. @Fabio Paolo: Un caloroso benvenuto sul blog! Grazie del tuo intervento!
    Ahimé, le frasi che ho riportato sono tutte già sentite, e molte volte. Proprio per questo le metto in discussione: perché riflettono atteggiamenti, impliciti o espliciti, molto diffusi nelle nostre scuole. E... no, i presidi da noi non hanno alcun potere di escludere dall'insegnamento un docente per qualcosa di meno che un reato penale.
    La faccenda dei compiti a casa è ovviamente assai opinabile: sono perfettamente d'accordo che il carico di lavoro personale "giusto" varia da scuola a scuola e da studente a studente, ma come regola generale non trovo giusto che un ragazzo debba scegliere fra il sacrificio completo del proprio tempo libero (sport, amici, hobbies) e la rinuncia a svolgere i compiti assegnati (con conseguenti sanzioni di vario tipo). Qualsiasi studente ha bisogno di tempo per sé - che poi ne faccia buon uso è un'altra questione, che attiene alla sua libertà, ma se non ha tempo per sé non può nemmeno imparare ad usarlo bene, no? - e certe volte gli insegnanti suppliscono a una bassa qualità del lavoro in classe con imponenti carichi di lavoro a casa, per di più senza tener conto dei colleghi che fanno altrettanto; di conseguenza, certi pomeriggi sono da incubo per uno studente che voglia fare bene il suo dovere. Qual è il beneficio di quelle serate di studio obbligato, di compiti interminabili? Secondo me, è pressoché nullo. Serve, certo, ai prof, che così fra l'altro dimostrano ai genitori che "si sta lavorando sodo" (alcuni genitori incomprensibilmente misurano la qualità di un prof dalla quantità di lavoro assegnato che leggono sul diario del figlio).
    Quanto all'ultimo punto, nuovamente mi riferisco al malcostume di certi colleghi che impongono l'acquisto di testi extra - perché "si trovano meglio" con un testo diverso da quello già adottato, o per altre ragioni - anziché ricorrere come giustamente tu dici a risorse gratuite disponibili in rete, a dispense autoprodotte a costo zero, o ad altre soluzioni che non gravino sui bilanci familiari.

    @Mariaserena: sei esageratamente buona verso la sottoscritta, come al solito... sto solo cercando di buttare qualche sassolino nello stagno. :)

    @Elisa: Grazie! Benvenuta! Sono andata a guardare il tuo blog: bello! Trasuda passione da ogni post... Una mia figlia studia scienze della formazione primaria: glielo mostrerò!

    @Andreas: grazie di cuore! Il tuo blog è uno dei primi che ho cominciato a seguire, anni fa! Sono onorata dalle tue parole.

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  9. Grazie Prof, insegnanti come lei dovrebbero diventare "contagiosi"...come un virus!!!

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  10. Grazie a te Roberto. Ho inserito il tuo sito nella sezione «Altri links... in italiano» (nella colonna di destra).

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  11. Grazie Vittoria, illuminante come sempre! Sta per iniziare l'anno e reciterò tutti questi punti (che condivido pienamente)ogni mattina prima di varcare il portone della scuola. :-) Un bacio!

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  12. Ciao Loretta! :) Sai, avevo un po' di paura nell'attaccare così direttamente i comportamenti di alcuni nostri colleghi. Di solito mi sforzo di dar spazio al bello e al buono, più che puntare il dito su quello che non va: ma certe cose proprio mi fanno arrabbiare... E i vostri commenti mi confortano, e mi fanno sentire un po' meno cattiva. Ma davvero penso - cioè non è un éscamotage stilistico - di essere a rischio di cascarci anch'io, davvero ho bisogno di dirmi che non voglio lavorare così, proprio perché è facile lasciarsi andare a quel certo tipo di negatività contagiosa. Grazie!!

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  13. Vitto, davvero, come dice Andreas, le tue parole fanno bene. Sei sempre speciale tu. Grazie, ti abbraccio.
    g

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  14. Confesso che qualche volta mi sono lasciata andare, ma condiv ido in pieno tutti i punti.
    Buon anno scolastico!

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  15. @Rosa, come ho detto: sì, ci si casca facilmente. L'importante è ... ripensarci ;) Grazie della visita e del commento! Buon anno anche a te!

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  16. Buonasera Prof.
    Approdo su questo blog da un link di un Suo collega.
    Da un pò di tempo (come mamma, non sono un'insegnante) mi diletto a leggere i punti di vista del "nemico" (mi lasci bonariamente chiamare così i Professori) che il più delle volte collimano con i pensieri e i sentimenti che animano genitori e figli (ovvero gli studenti).
    Posso dirLe che condivido al 3000% i punti 6, 7, 8 e 10?
    Soprattutto oggi pomeriggio mentre sono in attesa che mio figlio (seconda media) si decida ad affrontare il ripasso del programma dello scorso anno di Storia dell'Arte perché lunedì, in ben due ore della suddetta materia, rischia di venire interpellato, così "per vedere se durante le vacanze avete prodotto qualcosa"....Sì, hanno prodotto il meritato riposo dedicandosi ad altri legittimi interessi. OTIUM, in una parola!
    Non dirò nulla perché, figuriamoci, Lei avrà sentito migliaia di volte tutte le argomentazioni sottintese a questa mia, ma è vero che chi deve far amare lo studio ai ragazzi non è la Scuola (entità evanescente nelle cui brume si nascondono tutte le pecche, come si fa con la sporcizia sotto il tappeto), ma sono i DOCENTI.
    Come in molti altri campi periodicamente si fa una sorta di "revisione " delle attitudini dei lavoratori preposti ad un certo tipo di attività, per la quale sono richiesti nervi saldi e competenze costantemente aggiornate, così dovrebbe essere fatto per i docenti.
    Sei sereno, puoi relazionarti con il prossimo (e che prossimo, i giovani, il futuro), ti sei aggiornato? Bene.
    No, non lo sei? Allora ci vediamo al prossimo "appello".

    Nonostante quel che penso, induco comunque mio figlio a rispettare sempre tutti i suoi insegnanti perché, gli dico, loro per te sono in quelle ore la tua "guida". Tanto confido sulla sua capacità di scrematura tra chi vale la pena di stimare e chi no.
    Ecco, son passata di qui e mi è piaciuto lasciare le idee di una mamma che vede l'insegnamento disfarsi un pò e avvilirsi senza la forza di rinnovarsi approcciando nuovi temi e nuovi strumenti didattici ed educativi.
    Un cordiale saluto pieno di apprezzamento per il Suo Blog.
    Paola

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