sabato 4 agosto 2012

"Un'aia per gattopardi"

Senza tanti complimenti, rubo (da qui) al grande Mario Agati un sedicente divertissement di mezza estate, che contiene più verità sulla scuola di tanti pensosi e paludati saggi. 
Lui lo scrisse un anno fa in questi giorni: io ve lo ripropongo adesso perché ... beh, la distanza dal rientro è quella giusta. 
Non vi stancherete tanto in fretta di leggerlo e rileggerlo. Enjoy.
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Dibattiti, convegni, seminari,
e libri.
Articoli, post, postini,
e libri.
Collegi, consigli, giunte, assemblee,
e libri.
Parole, e parole e parole.
E parole.
Per tentare di descrivere
la scuola.

La scuola è…

…un alibificio,
una culla di insipienza,
un mammificio pedagogico,
la fiera delle vanità egualitarie,
un onanistico bla bla fra le fratte,
una fuga deformante di aule sorde,
la chiassosa sala d’attesa della vita,
un catalizzatore di banchetti verdolini,
una perenne sperimentazione del nulla,
la capra espiatrice di ogni italico malanno,
un club dopolavoristico per chi non ha lavoro,
il covo di chi insegna inglese parlando marchigiano,
una onirica palestra di rivoluzionari restauranti,
un vernissage dimenticato di graffiti d’ardesia,
il sacro luogo del tempo pieno di vuoto,
una matrice di simpatiche amebe,
un brodo d’inconsapevolezza,
l’eden ricolmo di foglie di fico,
un luogo di sollazzo e riso,
un’aia per gattopardi,
eccetera...

La scuola
dovrebbe essere…

…un luogo
dove lo studente studia
e l’insegnante insegna.

Punto.

A grudge by G.R.G.
A grudge a photo by G.R.G. on Flickr.

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