sabato 3 settembre 2011

Lettera aperta a noi stessi

Bud Hunt ha scritto tempo fa una commovente "Open Letter to Teachers", dedicata in prima battuta a chi comincia ora a fare questo mestiere, e poi a noi tutti, che cerco di tradurre come posso. Chi vuole si legga l'originale, ne vale la pena.

Bud the Teacher
Spero che sarai disposto a correre dei rischi per imparare, quest'anno. Non solo per i tuoi studenti, ma anche per te. Datti l'obiettivo di imparare qualcosa, in modo serio e significativo, che non abbia a che fare con la scuola. Quest'anno ho cercato di imparare la fotografia, e sebbene sia ancora ben lontano dall'essere un esperto, questo mi ha aiutato a mettermi nei panni di chi deve imparare, con sforzo e fatica. E' così che si sentono molti dei nostri studenti, ogni giorno. # 
Non devono essere necessariamente grossi rischi: affronta anche quelli piccoli. Fa' la domanda su cui stai esitando. Fai conoscere ai tuoi studenti le cose che scrivi. Quando ti ritrovi fra colleghi, sii disposto a fare un po' il buffone. Insomma, sfida te stesso, ogni tanto.  #
Fa' del tuo meglio per riuscire a non lavorare continuamente. Io su questo punto sono un disastro, non riesco a mettere a tacere il "cervello del lavoro" ed a concentrarmi sul fatto di essere un papà, un marito, o semplicemente un tizio che legge il giornale al bar. Tuttavia riconosco l'importanza di saper riposare e saper giocare, di lasciar perdere certe piccole cose per salvaguardare i rapporti significativi. Certo, potresti essere quell'insegnante-eroe che piace a tutti e che tutti ammirano, ma soltanto per un po' di tempo. Dopo, arriva il burn out, tu scompari, e tutto questo non sarà servito a nulla.  #
Sii un esperto, quando è necessario. Sii uno che impara, sempre. Quando sei in classe, sei senz'altro la persona che ha più esperienza nell'atto di imparare. Ma non dare per scontato che tu sia il più informato di tutti. Basta che ci sia un computer nelle vicinanze, ed ecco che non lo sei più. Prendine atto. Le relazioni interpersonali non si possono delegare, e neppure cercare su Google: richiedono tempo, e impegno autentico. #
Cerca di essere sempre un modello dei comportamenti che desideri dai tuoi studenti. Tu, i tuoi modi di fare, le tue abitudini, sono in un certo senso un programma di studi per loro: forse il più importante. # 
Sii umile, ma pronto a batterti strenuamente per i tuoi studenti. # 
Abbi sempre, come dice Geoff Powell, “un sano rispetto per la gente giovane.” # 
Perfeziona il tuo senso critico [letteralmente: "il tuo detector di stronzate", NDT], ed insegna ai tuoi alunni a sviluppare il proprio. Leggi e scrivi il più possibile. Lascia che i tuoi studenti facciano scelte significative nei loro percorsi di apprendimento, e fai loro capire che sono responsabili delle proprie scelte anche in questo campo, buone o cattive che siano.  # 
Condividi ciò che c'è di buono. Le tue storie sono tutte umane, e sono tutte speciali, come tu, e ciascuno dei tuoi studenti, siete speciali. Ci sarà sempre qualcuni interessato a quello che fai e che ti riguarda. # 
Certi giorni sarai in ansia, certi altri avrai paura, certi altri sarai un fallimento. Ma ci saranno anche i giorni "sì". Rifletti, scrivi ed impara da tutti, ma conserva una memoria speciale dei giorni "sì". Potrai tornarci quando avrai bisogno di un po' di carica dopo qualche momento difficile. # 
Ti auguro ogni bene. Ti chiedo di essere coraggioso, umile, gentile, tenace, saggio, delicato, premuroso, e grintoso. C'è un tremendo bisogno che tu faccia del tuo meglio. E c'è un sacco di gente che sarà pronta a darti una mano. Fa' un bel lavoro.  #

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