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| Backyard portrait 9 a photo by Phil Kneen on Flickr. |
Ho due ragioni per farlo.
La prima è per compensare l'impressione, che certi miei colleghi invece pervicacemente rafforzano, che la scuola non sia altro che un enorme apparato volto a cancellare le libertà dei ragazzi.
La seconda è per costringermi a dar seguito alla mia affermazione: dopo aver proclamato la loro libertà, poi la devo rispettare per davvero.
Ma non basta: per mestiere io educo, attraverso ciò che insegno e come insegno, e quindi oltre a rispettare la loro libertà, mi spetta il dovere di servire la loro libertà, e di aiutarli a crescere in libertà.
Lo faccio in tutti i modi che posso, e comincio dallo spiegare cos'è davvero la libertà: nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, nessuno mai s'è preso la briga di dirglielo.
Dico loro che libertà è conoscere, ed essere capaci di scegliere il meglio.
Sulle loro facce che si illuminano leggo che hanno capito in un lampo, anche i più piccoli, che la libertà intesa così è davvero qualcosa che nessuno ti può togliere, se non tu stesso. E che la scuola, un posto in cui s'impara com'è fatta la realtà, serve proprio a renderti più libero. O perlomeno così dovrebbe essere.

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