lunedì 18 aprile 2011

"Mi faceva sentire viva"

La mia amica e collega Alessandra Paganardi, che ha già collaborato con questo blog, ha pubblicato un proprio contributo su "La poesia e lo spirito", di cui questo è un brano:
Ho studiato al Berchet negli anni fra il 1977 e il 1982. Anni strani, difficili. Anni chiamati poi “del riflusso”. Non ero politicamente impegnata, anche se sentivo la realtà di allora come uno schiaffo, in tutta la sua violenza. Ho cercato di dire tutto questo in un poemetto, 1978, che ho scritto quasi trenta anni dopo, con la tenacia e la pazienza che si deve alla poesia.

Nel giugno del 1979 finii il ginnasio e nel settembre incominciai il liceo. Le lezioni d’italiano e latino erano tenute da una persona che non dimenticherò mai. Era la prof. Raffaella Solmi, figlia del critico e poeta Sergio Solmi, amico di Montale e Sereni.
Non lo seppi subito: non parlava mai della sua genealogia illustre, voleva essere soltanto una brava insegnante. Lo fu, e fu molto di più. E’ per merito suo che io, già ammiratrice della forma espressiva poetica fin dalle scuole medie, e della prosa ancor prima, ho imparato a dare alla mia passione il giusto nutrimento.
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Non era un’insegnante stile Attimo Fuggente – e, devo dirlo, non ho mai amato quel modello. Era un’insegnante metodica, precisa, preparatissima, quasi accademica. Dante, Petrarca, Leopardi, Montale: quanto piacere nel sentirla leggere, spiegare, commentare, chiosare… non mi bastavano più le note a pie’ pagina, ne aggiungevo di mie. Leggevo saggi non esplicitamente prescritti, ne scrivevo di miei: d’estate, nel tempo libero, la domenica, per approfondimento; per mio piacere. La mia scrittura, che non era mai stata sfogo adolescenziale, ma che era alla ricerca di una forma (e lo è fortunatamente ancora), si nutriva, si riordinava, si espandeva, si metteva in riga. Cambiava.
L’apprezzamento della mia insegnante, sobrio ma chiaro, mi faceva sentire viva, vera. Qualche volta le chiedevo consiglio sui miei versi. Pur presa da tante cose, l’insegnamento e la famiglia – il padre era anziano e malato, morì nell’ottobre 1981; ancora lo ricordo – mi ascoltava sempre. Mi incoraggiava, mi sosteneva...
Trovate il resto qui. Grazie, Alessandra! E a voi, buona lettura!




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