mercoledì 24 novembre 2010

Perché resto qui

(foto di Karina Bertoncini)
Trovato su Facebook, condiviso da più amici: l'autrice è Barbara Visicchio. Credo che dica benissimo quello che portiamo nel cuore, in tanti, nell'entrare in classe ogni mattina...
  • Vado via perché hanno tagliato quella che prima era la mia cattedra.
  • Resto qui perché amo il mio lavoro.
  • Vado via perché non c’è carta per fare le fotocopie per le verifiche.
  • Resto qui perché i miei alunni hanno il diritto di imparare.
  • Vado via perché non c’è nessuno che pulisce le aule.
  • Resto qui perché chi non ha i soldi per comprare i libri, almeno potrà studiare sui miei appunti.
  • Vado via prima che la scuola mi crolli addosso.
  • Resto qui perché voglio far capire ai miei alunni che è un privilegio poter imparare.
  • Vado via perché non c’è spazio per me in un’aula con 30 alunni.
  • Resto qui perché voglio spiegare e rispiegare ai miei alunni finché tutti non abbiano capito.
  • Vado via perché non posso accettare che in una classe ci siano tre alunni disabili e zero insegnanti di sostegno.
  • Resto qui perché il figlio di un immigrato sperava di trovare in Italia una scuola migliore di quella che aveva nel suo paese.
  • Vado via perché non voglio rischiare a 60 anni di essere ancora precaria.
  • Resto qui perché se un giorno la scuola sarà migliore, gioirò nel vedere i miei figli andarci.
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