mercoledì 24 novembre 2010

Perché resto qui

(foto di Karina Bertoncini)
Trovato su Facebook, condiviso da più amici: l'autrice è Barbara Visicchio. Credo che dica benissimo quello che portiamo nel cuore, in tanti, nell'entrare in classe ogni mattina...
  • Vado via perché hanno tagliato quella che prima era la mia cattedra.
  • Resto qui perché amo il mio lavoro.
  • Vado via perché non c’è carta per fare le fotocopie per le verifiche.
  • Resto qui perché i miei alunni hanno il diritto di imparare.

venerdì 19 novembre 2010

Se il mio stipendio venisse quintuplicato...

...sarei oltremodo felice: certo. Ma la promessa di un simile fantasmagorico aumento mi motiverebbe a lavorare meglio?

No.

Io non lavoro per i soldi. Lavoro perché mi piacciono gli adolescenti, mi piacciono le mie materie, e mi piace insegnarle. Lo stipendio, semplicemente, mi permette di lavorare: ma non è il motivo per cui lavoro, e certamente non vi è alcuna proporzionalità fra quanto mi pagano e come lavoro.

Quindi, non è certo proponendomi qualche euro in più che si otterrebbe da me un lavoro migliore. Chi lo fa, mi offende.

Io non so se lavoro male o bene... probabilmente la qualità del mio lavoro sta lì nel mezzo da qualche parte: ma certamente lavoro al meglio di cui sono capace! E lo faccio perché mi diverto, o per mostrare ai ragazzi qualcosa di bello, o semplicemente per amore. Scegliete.
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