domenica 24 ottobre 2010

Di acquari e bunker

Quattro video (per ora), quattro momenti di lezioni di Alessandro D'Avenia in classe. Li trovate nella colonna laterale di questo blog, un po' in basso.

Che si condivida o meno il suo stile d'insegnamento, vale la pena di vederli. Se non altro, perché è così raro poter aprire quelle benedette porte dell'aula, quei bunker ad apertura temporizzata, e vedere un collega in azione!

Proprio l'altro giorno ho avuto uno scambio di idee su Twitter con un collega d'oltreoceano su questo argomento:
le leggi sulla privacy, insieme ad altri pudori e pastoie, rendono ovunque rarissima e quindi preziosa la possibilità di vederci reciprocamente al lavoro. Nel periodo in cui ho fatto l'insegnante di sostegno, ho goduto di questo autentico privilegio. Poche cose ci arricchiscono professionalmente come l'assistere alle lezioni dei bravi colleghi (e quelli bravi erano davvero tanti!).

A volte penso di quanti problemi la scuola potrebbe alleggerirsi, se le aule fossero come acquari: trasparenti. E magari anche visibili da casa, alle famiglie: basterebbe una webcam. Il collega tentato dalla sciatteria professionale sarebbe incentivato a una maggiore lena. I ragazzi più intemperanti sarebbero frenati dall'occhio discreto del dirigente. E quel che più conta, chi lavora bene, da ambedue le parti, potrebbe ricevere il giusto riconoscimento. E poi consigli, scambi di idee, collaborazioni (non ingessate dalla istituzionalizzazione della "codocenza")...

Certamente un'idea da mettere a punto, ma... è solo un sogno?

5 commenti:

  1. Tentai qualche anno fa di usare un registratore per registrare le mie lezioni. Nota bene, solo le mie lezioni. Ero in un IPSIA e l'obiettivo era duplice: da un lato permettere ai tanti studenti assenti di recuperare le spiegazioni, dall'altro far sentire ai ragazzi quanto fosse alto il rumore che facevano durante le spiegazioni e porvi un freno. Niente da fare. I ragazzi, proprio perché non volevano lasciare traccia del loro comportamento scorretto, andarono dal Preside lamentando la violazione della privacy. E lui diede ragione a loro!!! A nulla valse far notare che se loro fossero stati in silenzio l'unica voce registrata sarebbe stata la mia!!

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  2. Concordo con te, una volta si parlava di classi aperte e, quando si facevano, i risultati erano bellissimi.
    Grazie

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  3. @Prof (benvenuto!): amarissima storia. Il preside che non vuole grane rinuncia a uno strumento utilissimo e innovativo che va a diretto vantaggio dei suoi studenti. Inutile dire che i ragazzi registrano e traggono le loro conclusioni. Purtroppo. Mi chiedo cos'avrei fatto nei tuoi panni, e non so rispondermi :((( Grazie mille della tua testimonianza.

    @Giulia (bentornata!): ne hai qualche esperienza diretta? Puoi raccontarcela? A me non è mai capitato. Grazie!

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  4. @prof: purtroppo il preside ha ragione: anche la voce è un dato personale (vd. http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1656954). E' quindi possibile registrare le lezioni solo per usi personali (salvo diversa regolamentazione nell'ambito dell'autonomia scolastica): ti consiglio di dare un'occhiata al vademecum sulla privacy a scuola che trovi qui: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1723730

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  5. @Panda: benvenuto, e un grazie sincero del tuo contributo molto utile. Ti chiedo scusa per aver dimenticato questo ringraziamento, che ero convinta di aver già pubblicato. Lo faccio ora: meglio cinque mesi dopo che mai!

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