venerdì 20 agosto 2010

La liberazione dei blog

Keyboardphoto © 2009 Bull3t Hughes | more info (via: Wylio)
Da quando sono stati inventati i blog, molte cose sono cambiate sul web. Così accade che i blog non servono più per fare un sacco di cose che ora si fanno in altri modi. Questo è secondo me un fatto assai positivo, perché aiuta i bloggers a tornare a ciò che è veramente il loro specifico: il dialogo. Infatti, se vogliamo, ci siamo liberati da…

  1. socializzazione di livello base, scambio di coccole e amicizie virtuali: il tipico, così etologico (e così umano) “io ci sono, tu ci sei?” funziona egregiamente su Facebook, Twitter o FriendFeed;
  2. autopromozione professionale, ricerca di un nuovo lavoro o di nuovi clienti: LinkedIn è fatto apposta;
  3. segnalazione di links interessanti: ben più efficienti sono i siti di bookmarking come Delicious, Diigo, Reddit, Digg, StumbleUpon o lo stesso Twitter;
  4. gallerie di foto: il viaggio a Gardaland o Kuala Lumpur, lo spinone appena adottato, il maglioncino ai ferri, il libro d’antiquariato, quel meraviglioso tramonto, le zucchine nell’orto … tutto questo può essere mostrato più comodamente su Flickr, Picasaweb o Facebook;
  5. commercio di piccolo artigianato: Etsy è il posto giusto;
  6. creatività grafica o musicale in bella mostra: MySpace, DeviantArt, e una miriade di altri social networks specializzati sono perfettamente attrezzati alla bisogna;
  7. la stessa necessità di postare spesso per non perdere lettori è stata abolita dalla diffusione di RSS e feed readers.
Intendiamoci: tutto questo si può ancora fare mediante il proprio blog, e infatti stiamo allegramente continuando a farlo. Dico però che non siamo più obbligati a farlo usando i blog.

Ecco perché la diminuzione dei blog, e la minore frequenza con cui appaiono nuovi post, non sono – secondo me – sintomi di una crisi reale di questo mezzo espressivo, ma semplicemente conseguenze della perdita progressiva di funzioni accessorie.

Per riflettere sulla realtà insieme ai propri lettori/commentatori, invece, un blog rimane tuttora lo strumento migliore.

(Pubblico questo post anche qui)
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