sabato 14 novembre 2009

Siamo un condominio equosolidale.

Breve, chiaro e divertente l’articolo di Telmo Pievani (Università di Milano Bicocca) riguardante l’endosimbiosi.

TEM of L-form bacteria-Mark Leaver Newcastle UniversityL’endosimbiosi è un’associazione per la vita: consiste nell’incorporare un altro organismo e trasformarlo in un modulo funzionale specializzato, con reciproca soddisfazione; oppure essere parassitati da un predatore interno e trovare una soluzione di compromesso al conflitto fra i suoi interessi e quelli dell’ospite.
Il dibattito sull'endosimbiosi risale agli anni settanta quando fu avanzata l'ipotesi che l'origine degli eucarioti (piante e animali compresi noi) fosse dipesa dall'incorporazione di mitocondri (organuli cellulari che producono energia) e cloroplasti (organuli cellulari fondamentali per la fotosintesi delle piante) e dalla loro trasformazione in organelli stabilmente presenti nelle cellule e indispensabili per la loro e la nostra vita.
I simbionti interni sono in grado di trasformare profondamente le proprietà metaboliche, strutturali e riproduttive dei loro ospiti con i quali ingaggiano una stretta coevoluzione. Esistono endosimbionti dentro altri endosimbionti. Siamo come delle matrioske: microbi dentro microbi dentro microbi!
Le cellule attuali non esisterebbero se non avessero fagocitato, in tempi lontanissimi, microbi rivelatisi molto utili e poi indispensabili.
E’ anche stata annunciata la scoperta di evidenze di endosimbiosi già in alcuni procarioti. Alcuni semplicissimi microrganismi unendosi avrebbero dato origine agli antenati degli attuali mitocondri stessi e dei primi fotosintetizzatori. Queste microassociazioni hanno dettato i vincoli fondamentali della successiva evoluzione delle forme di vita cosiddette “complesse”, compresa la nostra.
L’articolo ci definisce “un condominio equosolidale”!
In pratica, tra le tante strategie evolutive, la natura procede anche per “coabitazione” e “integrazione”, ma non è detto che il livello di organizzazione superiore si sia emancipato dai sistemi di livello inferiore.
Se gli animali “superiori” scomparissero dal pianeta, questo sterminato tappeto di microrganismi in competizione e coevoluzione fra loro sopravviverebbe serenamente. Viceversa, senza il brulicante “microbioma” interno, noi non digeriremmo un solo boccone!

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