giovedì 23 aprile 2009

Quando gli insegnanti amano la scienza...

Denkmal Huldrych Zwinglis in Zürich vor der Wa...Image via Wikipedia
...la amano anche i loro allievi!
da CORDIS Notiziario -  Avete mai ritenuto responsabili i vostri insegnanti del fatto che odiate la scienza? Se sì, non siete gli unici. Una nuova ricerca rivela che il sempre più esiguo numero di studenti europei che scelgono gli studi scientifici è influenzato da come la scuola e gli insegnanti formano il loro atteggiamento. I risultati della ricerca sono stati applicati nel progetto POLLEN ("Pollen seed cities for science, a community approach for a sustainable growth of science education in Europe"), finanziato dall'UE, nell'ambito del Sesto programma quadro (6°PQ) con ben 1,75 milioni di euro.

Con la guida della professoressa Tina Jarvis della School of Education presso l'università di Leicester nel Regno Unito, lo studio ha esaminato come si svilppano i concetti di scienza e tecnologia nella mente dei bambini.

L'Azione di supporto specifico (Specific Support Action) ha tentato di sviluppare un modello per il rinnovo dell'istruzione scientifica nella scuola primaria, secondo un approccio sperimentale basato sull'indagine già attuato in 12 paesi europei: Belgio, Germania, Estonia, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Svezia e Regno Unito. In frattempo, hanno aderito al programma altri tre paesi: Lussemburgo, Romania e Slovacchia.

Questo approccio ha alimentato l'autonomia dei bambini, nonché le loro capacità di ragionamento e linguistiche, ma soprattutto la loro voglia di saperne di più sulla scienza e la tecnologia. Lo studio ha confermato che ormai la scienza non è più considerata una materia difficile da insegnare da parte degli insegnanti. La loro motivazione verso la materia era stimolata dalla fornitura di supporto e risorse aggiuntivi, tra cui una guida metodologica che delineava i principi principali alla base dell'approccio basato sull'indagine e un processo interattivo.

Da parte sua la professoressa Jarvis ha dichiarato: "C'è la preoccupazione che in Europa il numero di studenti che scelgono gli studi scientifici sia in calo e esistono le prove che l'allontanamento dalle materie scientifiche inizi già alla scuola primaria, soprattutto per quanto riguarda le bambine."

Secondo la ricercatrice, è importante che gli Stati membri dell'UE "educhino i potenziali scienziati del futuro, nonché i cittadini, ad occuparsi di questioni socio-scientifiche". Un ulteriore importante fattore che dovrebbe essere esaminato nell'atteggiamento verso la scienza delle scuole e degli insegnanti, sopratutto perché essi rivestono un ruolo fondamentale nella scelta di carriera degli studenti e anche in come riusciranno a raggiungere il loro obiettivo.

La professoressa Jarvis ha presentato la ricerca alla conferenza "Changing European primary pupils' and their teachers' attitudes to science" ("Cambiare l'atteggiamento verso la scienza degli alunni della scuola primaria e dei loro insegnanti") verso la metà di marzo. Sulla base dei risultati, gli allievi iniziano la loro istruzione avendo una visione ristretta o inaccurata della scienza e della tecnologia. Il loro sviluppo è influenzato da due fattori: la scuola e la formazione degli insegnanti.

Per lo studio biennale la professoressa Jarvis e il suo team hanno individuato quattro tipi di insegnanti, concentrando l'attenzione su quelli che avevano bisogno di diversi tipi di "science in-service", un programma per aiutare a cambiare l'atteggiamento verso la scienza. È stato riscontrato un legame tra i diversi tipi di insegnanti e il livello di sviluppo della comprensione della scienza da parte degli alunni nonché il loro atteggiamento.

Andrebbe notato che ulteriori ricerche condotte dal National Space Centre nel Regno Unito hanno confermato l'importanza dell'atteggiamento degli insegnanti verso la scienza. Istituito oltre dieci anni fa e aperto al pubblico nel 2001, il Centro collocato a Leicester combina istruzione, informazione e ricerca sul posto. Ogni anno vi fanno visita circa 50.000 studenti.


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