giovedì 30 aprile 2009

In mancanza di speranze condivise


da: I nostri figli senza maestri - Isabella Bossi Fedrigotti, Corriere della Sera - Ecco, quel che atterra i nostri figli, quel che toglie loro qualsiasi energia positiva, quel che li rende tetri e annoiati e, dunque, disponibili alle trasgressioni più atroci, è la mancanza di speranze condivise. Speranze che molto prima di essere di natura economica sono di natura ideale, nutrimento e carburante indispensabile per i giovani. Anche per noi adulti, ovviamente, perché l’uomo non può vivere senza aspettarsi per domani una sia pur minuscola luce, ma in modo molto meno assoluto e radicale, perché abbiamo ormai imparato bene a difenderci dal vuoto...
Si può trovare qui il resto del coraggioso articolo.

Cosa ne pensate? Lo "spietato" ritratto dipinto da Isabella Rossi Fedrigotti coincide con ciò che incontrate giorno per giorno in classe? E cosa c'entra tutto ciò col nostro mestiere?

Se c'è in loro questa noia e questa disperazione, come possiamo far finta di nulla e continuare a insegnare nello stesso modo, "per mercoledì fate gli esercizi a pagina ventiquattro, numeri dall'otto al diciassette, guardate che controllo i quaderni"?

(foto Flickr)
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giovedì 23 aprile 2009

Quando gli insegnanti amano la scienza...

Denkmal Huldrych Zwinglis in Zürich vor der Wa...Image via Wikipedia
...la amano anche i loro allievi!
da CORDIS Notiziario -  Avete mai ritenuto responsabili i vostri insegnanti del fatto che odiate la scienza? Se sì, non siete gli unici. Una nuova ricerca rivela che il sempre più esiguo numero di studenti europei che scelgono gli studi scientifici è influenzato da come la scuola e gli insegnanti formano il loro atteggiamento. I risultati della ricerca sono stati applicati nel progetto POLLEN ("Pollen seed cities for science, a community approach for a sustainable growth of science education in Europe"), finanziato dall'UE, nell'ambito del Sesto programma quadro (6°PQ) con ben 1,75 milioni di euro.

Con la guida della professoressa Tina Jarvis della School of Education presso l'università di Leicester nel Regno Unito, lo studio ha esaminato come si svilppano i concetti di scienza e tecnologia nella mente dei bambini.

L'Azione di supporto specifico (Specific Support Action) ha tentato di sviluppare un modello per il rinnovo dell'istruzione scientifica nella scuola primaria, secondo un approccio sperimentale basato sull'indagine già attuato in 12 paesi europei: Belgio, Germania, Estonia, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Svezia e Regno Unito. In frattempo, hanno aderito al programma altri tre paesi: Lussemburgo, Romania e Slovacchia.

Questo approccio ha alimentato l'autonomia dei bambini, nonché le loro capacità di ragionamento e linguistiche, ma soprattutto la loro voglia di saperne di più sulla scienza e la tecnologia. Lo studio ha confermato che ormai la scienza non è più considerata una materia difficile da insegnare da parte degli insegnanti. La loro motivazione verso la materia era stimolata dalla fornitura di supporto e risorse aggiuntivi, tra cui una guida metodologica che delineava i principi principali alla base dell'approccio basato sull'indagine e un processo interattivo.

Da parte sua la professoressa Jarvis ha dichiarato: "C'è la preoccupazione che in Europa il numero di studenti che scelgono gli studi scientifici sia in calo e esistono le prove che l'allontanamento dalle materie scientifiche inizi già alla scuola primaria, soprattutto per quanto riguarda le bambine."

Secondo la ricercatrice, è importante che gli Stati membri dell'UE "educhino i potenziali scienziati del futuro, nonché i cittadini, ad occuparsi di questioni socio-scientifiche". Un ulteriore importante fattore che dovrebbe essere esaminato nell'atteggiamento verso la scienza delle scuole e degli insegnanti, sopratutto perché essi rivestono un ruolo fondamentale nella scelta di carriera degli studenti e anche in come riusciranno a raggiungere il loro obiettivo.

La professoressa Jarvis ha presentato la ricerca alla conferenza "Changing European primary pupils' and their teachers' attitudes to science" ("Cambiare l'atteggiamento verso la scienza degli alunni della scuola primaria e dei loro insegnanti") verso la metà di marzo. Sulla base dei risultati, gli allievi iniziano la loro istruzione avendo una visione ristretta o inaccurata della scienza e della tecnologia. Il loro sviluppo è influenzato da due fattori: la scuola e la formazione degli insegnanti.

Per lo studio biennale la professoressa Jarvis e il suo team hanno individuato quattro tipi di insegnanti, concentrando l'attenzione su quelli che avevano bisogno di diversi tipi di "science in-service", un programma per aiutare a cambiare l'atteggiamento verso la scienza. È stato riscontrato un legame tra i diversi tipi di insegnanti e il livello di sviluppo della comprensione della scienza da parte degli alunni nonché il loro atteggiamento.

Andrebbe notato che ulteriori ricerche condotte dal National Space Centre nel Regno Unito hanno confermato l'importanza dell'atteggiamento degli insegnanti verso la scienza. Istituito oltre dieci anni fa e aperto al pubblico nel 2001, il Centro collocato a Leicester combina istruzione, informazione e ricerca sul posto. Ogni anno vi fanno visita circa 50.000 studenti.


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mercoledì 8 aprile 2009

Un'interessante opportunità

La EMBL (European Molecular Biology Laboratory) organizza un un corso d'aggiornamento (in inglese) con attività di laboratorio aperto a insegnanti di scienze europei. Gli scopi dell'iniziativa:
il Corso mira ad aggiornare i docenti di scuole superiori nelle loro conoscenze e competenze in ingegneria genetica, e presentare loro una serie di interessanti attività biotecnologiche realizzabili a scuola, riferendosi in particolare ai programmi di biologia degli ultimi anni delle superiori.
Il corso si terrà dall'1 al 3 luglio ad Heidelberg. Il costo è di 100 euro. Tutte le informazioni sono disponibili qui. Iscrizioni entro il 20 maggio!



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mercoledì 1 aprile 2009

Piccole impronte musicali

Sabina Colonna Preti è un'amica dei tempi del liceo, persa di vista da anni, e ritrovata attraverso Facebook... E così ho scoperto che si è inventata questa cosa (trascrivo dal blog italiano):
Pequeñas Huellas è un progetto nato nel 2004 all'Havana (Cuba) da un'idea di Sabina Colonna Preti (musicista) e di sua figlia Margherita. Concepito in principio esclusivamente come progetto musicale, Pequeñas Huellas è stato esteso a progetto umano, culturale e di pace. In un discorso "a sorpresa", preparato dai bambini che all'Havana avevano partecipato allo stage musicale organizzato da Sabina Colonna Preti, e letto ad alta voce prima del gran concerto finale, i piccoli musicisti hanno espresso il loro desiderio di usare Pequeñas Huellas come strumento di pace nel mondo, per forgiare una enorme catena di bambini di ogni paese. Lo scopo è quello di creare una nuova generazione attenta e rispettosa ai diritti umani e (soprattutto) a quelli dei bambini. Spesso ignorati. Ci rivolgiamo a tutti i paesi del mondo, e a tutti i loro capi: l'eredità che gli adulti ci lasciano è un mondo di guerra, di violenza, di non rispetto, di maltrattamenti, di ingiustizie. Le piccole impronte che l'orchestra di pace Pequeñas Huellas lascerà nel mondo potranno aiutarci ad avere un mondo migliore?
Sul blog internazionale del progetto, ecco la testimonianza di Claudio Abbado:
Il progetto di Sabina Colonna Preti Pequeñas Huellas è la prova che un’espressione culturale internazionale appartiene all’umanità intera. Attraverso i loro strumenti e le loro voci, i bambini di Pequeñas Huellas superano e fanno cadere le barriere culturali, etniche e religiose. Meritano l’appoggio e l’incoraggiamento delle istituzioni internazionali e dei governi, affinché le loro voci trovino una giusta eco nel mondo intero. È un piacere per me essere il "nonno" di questo progetto.
Nel dossier che informa nel dettaglio sull'iniziativa, scaricabile da questa pagina web "ufficiale", si legge questa sintesi (traduco dall'inglese):

Il Progetto è rivolto a bambini e ragazzi da 5 a 18 anni. Il documento di riferimento è la Convenzione dei Diritti dei Bambini delle Nazioni Unite. Il Progetto è diretto da un organismo indipendente internazionale e l'obiettivo è di strutturare e consolidare azioni progressive che permettano di stimolare iniziative autonome da parte dei piccoli partecipanti. Bambini e ragazzi sono i protagonisti di questo progetto ed essi devono elaborare Laboratori Interattivi di cooperazione fra loro. Questo è ciò che rende il Progetto completamente diverso da altre proposte analoghe. Noi consideriamo, di fatto, i ragazzi come Ambasciatori di pace e dialogo fra i popoli, attraverso il linguaggio della loro musica.

Ho ben poco da aggiungere...

I colleghi che insegnano musica potrebbero trarre stimoli assai positivi da una simile iniziativa. I ragazzi che suonano qualche strumento sono tutti invitati a partecipare: è sufficiente che si mettano in contatto con i responsabili del progetto, tramite il blog italiano!

Si parla molto - anche se forse non abbastanza - della drammatica situazione in cui versa l'educazione musicale in Italia, cenerentola della scuola (insieme alle altre arti), proprio in un paese che nel mondo continua ad essere considerato più per il contributo dei suoi artisti e musicisti alla civiltà dell'uomo, che per qualsiasi altro apporto...

Ecco un modo concreto e brillante di valorizzare la creatività, la curiosità e la voglia di pace dei nostri ragazzi.

Brava Sabina... ed in bocca al lupo per lo sviluppo del progetto in tutto il mondo!

http://pequenas-huellas.blogspot.com/
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