martedì 3 marzo 2009

Voti di condotta ed altre illusioni

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha reso noto i risultati del primo quadrimestre. Si tratta di risultati che destano grande preoccupazione, sia dal punto di vista del profitto (tre studenti su quattro hanno almeno una insufficienza e le lingue straniere e la matematica sono ai primi due posti della classifica delle materie più disastrose), sia dal punto di vista della condotta, dato che ben 34.311 studenti hanno riportato come voto quadrimestrale il cinque; come ben si sa, una valutazione che nel secondo quadrimestre porterebbe direttamente alla bocciatura.


Il commento pressoché unanime è che la scuola è tornata ad essere severa (...) Sarà pur vero che la scuola ha fatto un bagno di severità; ma è forse questo il suo problema vero? Quello di scegliere tra severità e buonismo? Il numero elevato di insufficienze nel profitto e i tanti cinque in condotta in realtà segnalano una questione più decisiva: portano alla conoscenza di tutti quello che per anni si è voluto nascondere, ossia la presenza di una generazione di giovani che fatica ad impegnarsi con la realtà, tanto che è recalcitrante ad avviare un percorso di conoscenza, che pur è in grado di fare, e non è interessata ad entrare in rapporto con gli adulti che ha davanti. (...)


Chi pensi che questa sia la strada per restituire alla scuola la dignità perduta sta di fatto nutrendosi nell’ennesima utopia, quella secondo la quale delle regole osservate e fatte osservare producano cultura e amore alla vita. Chi vive dentro la scuola sa che, come non è stato il buonismo, così non sarà la nuova era della severità a ridestare il cuore e la ragione dei giovani. È di adulti appassionati alla vita che i giovani hanno bisogno, di adulti nei quali vedano quanto sia bello conoscere e stare con gli altri.
Vi invito a leggere tutto l'articolo di Gianni Mereghetti: Perché mai si dovrebbe gioire per i tanti 5 in condotta?

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