lunedì 2 febbraio 2009

Insegnare è un’arte

L’insegnante, come l’artista, deve possedere alcune tecniche.


Il rapporto tra allievo e insegnante deve basarsi sul reciproco rispetto e sulla stima personale. Nessun alunno può essere educato ed istruito senza questi presupposti, segue la motivazione, i contenuti vengono dopo.


Il rispetto.

Il rispetto non è timore né sottomissione.
Non è facile comunicare al ragazzo il proprio rispetto, ma un buon modo per iniziare è quello di stabilire accordi e regole, che l'insegnante per primo rispetta, su questioni concrete (es.: arrivare puntuali in classe, prima degli alunni). La regola è accettata dal ragazzo solo se è valida per tutti. L'insegnante dà l'esempio, il ragazzo capisce più facilmente il significato della norma. La regola è rispettata subito e col tempo il significato appare più chiaro. Durante le lezioni, gli insegnanti commettono innumerevoli errori che dimostrano assoluta mancanza di rispetto e determinano l'interruzione immediata della comunicazione con l'allievo.
L'uso del silenzio, ad esempio, è sconosciuto alla maggior parte di noi!
Alcuni insegnanti lo chiedono in momenti sbagliati e ovviamente non lo ottengono, altri lo impongono sempre e parlano da soli per ore!
L'insegnante a volte pretende il silenzio e quando non sente la propria voce è preso dal panico e dà esercizi per non sentire il rumore assordante di quel silenzio che esprime noia e disinteresse.
Il silenzio dell'insegnante, oltre ad essere utile per le povere corde vocali, fa capire al ragazzo che a scuola è possibile essere ascoltati. Il Prof. che durante una discussione in classe interrompe una parola a metà, per ascoltare l’intervento di un alunno, dimostra rispetto. L'alunno, da quel momento, è portato a rispettare il prof., ad intervenire nel modo giusto, a fare silenzio mentre parla il professore o il compagno.
Ma sul silenzio in classe si potrebbe aprire un'intera discussione.


La stima.

La stima è cosa più complessa.
Se dovessi spiegare a parole come si dimostra stima allo studente, non credo che ci riuscirei: insegnare è spesso un'arte.
La preparazione e l’esperienza dell'insegnante aiutano, ma ancor di più aiuta la capacità di cogliere nell'alunno aspetti positivi che non sono strettamente legati alla disciplina.
L’alunno va trattato come una persona e va apprezzato per ciò che può dare. L’alunno che dimostra difficoltà va apprezzato per altre capacità.
L’alunno che non dimostra capacità va apprezzato per le sue qualità personali.
Il professore deve comunque dimostrare interesse e attenzione anche per l’alunno apparentemente senza qualità.

Aiuta molto dimostrare interesse per la persona alunno.
La relazione, deve essere paritaria.

Un professore "umano", che pur essendo ben preparato non pretende di essere infallibile, è facilitato.


La motivazione.

Qui il discorso si lega a quello dei contenuti.
Lo sappiamo tutti: l'insegnante motivato crea motivazione.
La motivazione va favorita e poi deve ingrandirsi nella mente del ragazzo. Il ragazzo ha una parte di lavoro, nel trovare la motivazione, l'insegnante ha la sua parte nel favorirla.
Ho avuto la fortuna di frequentare il liceo classico, da ragazzo.
Mi stupivo dei miei compagni che odiavano la letteratura italiana o il greco. Pensavo che la motivazione fosse "dovuta": avevano scelto liberamente il liceo classico!
E' questo il vero problema.
I contenuti, soprattutto nella scuola superiore, sono legati alla scelta della scuola. Molti allievi non scelgono consapevolmente e quindi i contenuti non sono graditi, non scatta la motivazione, lo studio diventa una tortura.
Noi insegnanti facciamo il resto: "ragazzi, per martedì studiate la vita del poeta da pag. 34 a pag. 37, a memoria la poesia, commento".
"Ma Prof., io volevo solo leggerla stasera, al tramonto, sul mio terrazzo, guardando la mia siepe in fondo al giardino!"
Studiare le poesie....terribile!
Le poesie si leggono e si amano, le si impara per il piacere di farlo!
Alla maturità, una sedicente professoressa di lettere, mi fece commentare alcuni versi di Pascoli e si sconvolse perché non avevo sottolineato l'importanza della virgola al centro del verso: "Non riconosce il verso sdrùcciolo?" mi chiese con orrore!
Non lo riconoscerei neppure oggi.
Riconobbi con facilità una professoressa arida.
Se parliamo di una scuola tecnica, però, il contenuto lo si deve trasmettere per formare il "tecnico". Il geometra deve conoscere la differenza tra tipi di cemento: il muro crolla. Il termotecnico non può far saltare la caldaia perché il prof. non riusciva a far scattare la motivazione. Entra in gioco la maturità e il senso di responsabilità del giovane che ha scelto un certo tipo di scuola.

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