martedì 16 dicembre 2008

Meglio valutare in qualche modo, o non valutare affatto?

Dall'articolo di Tiziana Pedrizzi, "La valutazione è la vera riforma della scuola":
Si delinea una strada per la valutazione standardizzata esterna degli apprendimenti a livello delle scuole ed anche in parte degli studenti che richiederà certamente una lunga lena, ma che sembra partire con una impostazione solida e sostenibile. (...) C'è di che fare tremare le vene ed i polsi, ma è possibile che sia questa l'unica strada per avere la speranza di rimettere in carreggiata la scuola italiana.
Sono personalmente sempre più convinta che la scuola italiana non possa più prescindere da un sistema di valutazione oggettiva di ciò che produce. So benissimo che in vista di questo problema sono cruciali i criteri di valutazione, le modalità, gli standard di riferimento, gli obiettivi rispetto ai quali valutare: tutti elementi a tutt'oggi non ben delinati, su cui ho tentato qualche modestissima riflessione anch'io.

Ma, ed è questo il punto che mi sta a cuore, è preferibile una scuola valutata con criteri imperfetti, ad una scuola non valutata, anzi immune - com'è attualmente - da ogni tentativo serio di valutazione.

Leggi il resto dell'articolo qui.

Immagine di svilen001.

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