domenica 28 dicembre 2008

Un equilibrio delicato

Non possiamo partire dall'idea che sia possibile separare le esigenze degli studenti da quelle degli insegnanti. Esse devono essere mantenute in un delicato equilibrio, che presupponga diritti e responsabilità da ambedue le parti.

Dobbiamo avere la volontà, a livello nazionale, a livello distrettuale, a livello di scuole e di classi, di parlarci, per identificare ciò che ci è necessario perchè sia possibile che si verifichi l'apprendimento, nelle nostre classi.

Gli insegnanti devono sentirsi valorizzati e al sicuro, tanto quanto gli studenti. Dobbiamo capire che non è possibile costringere con la forza gli insegnanti ad insegnare, più di quanto sia possibile costringere con le minacce gli studenti ad imparare. Ma dobbiamo capire anche l'alta responsabilità che abbiamo gli uni verso gli altri, studenti e insegnanti, dirigenti e genitori, nel creare assieme i sistemi e le strutture necessarie alla scuola che vogliamo.

E' così facile demonizzarci a vicenda. E' così facile dire che è tutta colpa degli insegnanti scadenti, o degli studenti svogliati. Ma è tanto difficile trovare soluzioni che siano sostenibili, realistiche e incisive. (...) Si deve partire dal rispetto per i diritti e dall'onorare le responsabilità di tutte le parti coinvolte, studenti, insegnanti, dirigenti e genitori, nel creare scuole che funzionino.

da un recente post del blog Practical Theory di Chris Lehmann

martedì 16 dicembre 2008

Meglio valutare in qualche modo, o non valutare affatto?

Dall'articolo di Tiziana Pedrizzi, "La valutazione è la vera riforma della scuola":
Si delinea una strada per la valutazione standardizzata esterna degli apprendimenti a livello delle scuole ed anche in parte degli studenti che richiederà certamente una lunga lena, ma che sembra partire con una impostazione solida e sostenibile. (...) C'è di che fare tremare le vene ed i polsi, ma è possibile che sia questa l'unica strada per avere la speranza di rimettere in carreggiata la scuola italiana.
Sono personalmente sempre più convinta che la scuola italiana non possa più prescindere da un sistema di valutazione oggettiva di ciò che produce. So benissimo che in vista di questo problema sono cruciali i criteri di valutazione, le modalità, gli standard di riferimento, gli obiettivi rispetto ai quali valutare: tutti elementi a tutt'oggi non ben delinati, su cui ho tentato qualche modestissima riflessione anch'io.

Ma, ed è questo il punto che mi sta a cuore, è preferibile una scuola valutata con criteri imperfetti, ad una scuola non valutata, anzi immune - com'è attualmente - da ogni tentativo serio di valutazione.

Leggi il resto dell'articolo qui.

Immagine di svilen001.

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venerdì 12 dicembre 2008

L'impossibile


da California Teacher Guy - Chang, uno dei miei alunni, ha l'artrogriposi, una malattia congenita che colpisce lo sviluppo dei muscoli e causa la contrattura delle articolazioni. Chang ha le braccia corte e deboli, non è in grado di distendere le dita, e cammina con una caratteristica andatura storta: ma non lascia che la sua disabilità lo releghi nelle retrovie. 
Quando la mia prima media, insieme a un'altra classe, uscì per fare educazione fisica, una delle attività previste era saltare alla corda più velocemente possibile per due minuti. A causa delle sue braccia e dita deboli, non c'era modo che Chang potesse saltare la corda come gli altri ragazzi, ma questo non lo fermò. Quando un compagno gli passò la corda, lui la stese a terra, e cominciò a saltare avanti e indietro su di essa!
Se sono attento, posso imparare qualcosa di nuovo dai miei studenti ogni giorno. Da Chang sto imparando che il modo migliore di affrontare l'impossibile è con una mente aperta, e prima o poi vedrò, oltre il problema, la soluzione. La passione di Chang di sfidare l'impossibile mi ispira nell'affrontare il compito arduo di insegnare a ragazzi con un'ampia gamma di capacità.
Powered by ScribeFire. Immagine di Ratzz.
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