domenica 31 agosto 2008

Blog Day!

I blogger oggi celebrano se stessi... no, così sarebbe davvero antipatico. In realtà oggi i blog celebrano la bellezza di comunicare, e lo fanno offrendo ai propri lettori una "rosa" di altri 5 blog che amano e che vorrebbero far amare anche agli altri.

Blog Day 2008

Anna di QuickTips mi ha fatto la bellissima sorpresa di citare questo blog fra le sue segnalazioni! Anna, ti ringrazio di cuore e accolgo volentieri l'invito a segnalare a mia volta altri blog.

Come sempre in questi casi la parte più difficile è... non scegliere tutti gli altri blog che ti piacciono! Beh, per stavolta il mio consiglio è di visitare:
  1. Prof 2.0, di un giovane collega che di scuola parla raramente, ma in compenso abbonda di riflessioni originali e filmati sorprendenti! Quanti film ho scoperto grazie a lui!
  2. Dieci minuti di intervallo, dove LaVostraProf dipinge la quotidianità scolastica (nonchè casalinga) con ironia ed intelligenza.
  3. MatematicaMedie, che farebbe innamorare della matematica anche un nativo di quelle tribù che sanno contare solo fino a tre...
  4. Web 2.0 and something else, perchè sul web e le sue immense risorse non se ne sa mai abbastanza
  5. Bud the Teacher, un blog americano di cui ammiro praticamente tutto: la tensione ideale, la professionalità, l'equilibrio, e anche il blogroll, che infatti gli ho "rubato"... :o)
Buona esplorazione!

Bookmark and Share

sabato 30 agosto 2008

Ora so...

Nomina ricevuta oggi: per quest'anno, liceo sociopsicopeda! Dopo otto anni di istituti professionali (una super-gavetta professionale di cui d'altra parte sono orgogliosissima), credo che mi sembrerà la Sorbona.

E a soli 4,9 km da casa mia (=due autobus) anzichè 12,8 (=autobus+metropolitana+treno)!

Sniff! Non merito tanto.

venerdì 29 agosto 2008

Consolazione e saggezza

Dal blog "Moving at the speed of Creativity" di Wesley Fryer:
I absolutely do not believe that using technology makes a teacher a great teacher. I subscribe to the philosophy I heard Jeff Allen share via a skypecast in March 2006 regarding technology: it is an amplifier. Technology can amplify good teaching and learning, and it can amplify poor teaching and learning. I would much rather have my own children attend a school with teachers who differentiate instruction, encourage hands-on, inquiry-based learning, and provide meaningful as well as engaging learning tasks for my kids each day without ANY technology what-so-ever than have my children attend a school where technology is everywhere but is simply used to support a traditional, teacher-directed instructional environment.

Non credo assolutamente che l'uso della tecnologia faccia di un insegnante un 'grande' insegnante. Sottoscrivo l'opinione di Jeff Allen in uno skypecast nel marzo 2006 sulla tecnologia: è un amplificatore. La tecnologia può amplificare un buon insegnamento/apprendimento, e può amplificare un insegnamento/apprendimento scadente. Preferirei di gran lunga che i miei figli frequentassero una scuola dove gli insegnanti differenziano l'istruzione, incoraggiano l'apprendimento basato su esperienze dirette e ricerca, e offrono ogni giorno obiettivi significativi ed impegnativi di apprendimento senza ALCUNO strumento tecnologico, piuttosto che farli frequentare una scuola dove la tecnologia sia ovunque ma usata semplicemente per supportare un ambiente di apprendimento tradizionale e "calato dall'alto" dall'insegnante.
Consolazione, perchè noi nella scuola italiana di tecnologie ne abbiamo proprio poche, e quindi certi rischi non li corriamo.

Saggezza, perchè il rischio di scambiare un uso maggiore della tecnologia per un modo migliore di insegnare ipso facto esiste sempre. Ed è utile sentirsi ricordare, ogni tanto, che la differenza la fanno - come sempre - le persone, con le loro scelte.

giovedì 28 agosto 2008

Attesa

Sto pensando ai miei alunni dell'anno che viene. Non so ancora in che scuola lavorerò, e saranno tutte facce nuove. Ho voglia di vederle, quelle facce!

Mi chiedo cosa stiano pensando. Al di là dei musi lunghi d'ordinanza, mi chiedo quali siano le loro speranze, attese, desideri, if any. Ma come fa a non desiderare, un cuore di ragazzo?

Vorrei avere dieci giorni di non-scuola a disposizione per conoscerli, chiacchierando con loro, senza dover scrivere poi sul registro l'argomento della lezione: solo chatting in libertà, seduti su cuscinoni o tappeti, o su panchine in un giardino, o ai tavolini di una caffetteria.

Quando la Gelmini sarò io, me lo devo ricordare: ci farò una circolare, anzi un decreto. Altro che progetto accoglienza. Accoglienza e basta.

Immagine: modificata da Playground di Binababy12

Bookmark and Share

mercoledì 27 agosto 2008

domenica 24 agosto 2008

Abitudini mentali che sviluppano l’intelligenza

Ho realizzato questo grafico con Word: le scritte diventano ... meno illeggibili se si ingrandisce l'immagine (cliccandoci sopra). L'elenco dei 16 atteggiamenti mentali abituali, essenziali per chiunque debba imparare a studiare, o semplicemente ad affrontare le sfide della vita, viene da Habits of Mind. Dello stesso argomento si parla qui.

Mi piace molto questo approccio: gli antichi le avrebbero chiamate virtù, o più in generale avrebbero osservato che l'intelligenza umana - intesa anche soltanto come semplice capacità di affrontare situazioni nuove e problematiche - necessariamente cresce solo intrecciandosi con l'esercizio della volontà, della memoria, della fantasia, delle emozioni (e del loro controllo) eccetera. Infatti, tutti i 16 habits consistono appunto in questo intreccio.

Certo, se entrassi in una prima professionale maschile e dicessi "O miei fanciulli, abbiate cura di sviluppare le vostre facoltà in un armonioso esercizio di ragione, volontà e sentimenti" mi tirerebbero addosso le sedie - ed avrebbero ragione. Forse invece, messa giù così all'amerikana, qualche ragazzo può provare a crederci. Che almeno si lascino provocare...

Prima di tutto questo, però, è necessario sradicare dalle loro menti l'idea che l'intelligenza sia qualcosa di statico e definito geneticamente, come la forma del naso o il colore degli occhi. Ma questo è tutto un altro post.

venerdì 8 agosto 2008

Un vero prof

Da un vecchio post del blog "la ricreazione":
Insegnare è sempre stato uno dei piaceri della mia vita, tanto grande da non farmi sembrare lavoro quello che in realtà lo era. Ho sempre pensato “Guadagnarsi il pane leggendo Leopardi non è lavoro”. E questa cosa i miei alunni l’hanno sempre avvertita. Il mio piacere lo trasmettevo anche a loro.
Nella vita quotidiana do l’impressione di essere molto serioso (...). In classe invece mi trasformavo e tiravo fuori l’aspetto più infantile della mia personalità, accompagnato dalla coscienza della persona adulta che lavora con gli adolescenti.

martedì 5 agosto 2008

Migliorare le capacità di lettura dei ragazzi dislessici

ScienceDaily (Aug. 5, 2008) — Un nuovo studio della Carnegie Mellon University, basato sul brain imaging applicato a studenti dislessici ed altri soggetti con difficoltà di lettura, mostra che il cervello è in grado di riprogrammarsi e superare i deficit, se gli studenti ricevono 100 ore di uno specifico corso di sostegno intensivo.
Lo studio, pubblicato nel numero di agosto della rivista Neuropsychologia, mostra che il corso di sostegno aveva l'effetto di un aumento di attività cerebrale in numerose regioni della corteccia associate alla lettura, e che i miglioramenti [della funzione cerebrale] erano ulteriormente consolidati durannte l'anno successivo al corso di sostegno.
"Questo studio dimostra che il corso di sostegno può sfruttare la plasticità cerebrale per raggiungere un miglioramento scolastico," ha detto il neuroscienziato Marcel Just, direttore del Carnegie Mellon's Center for Cognitive Brain Imaging (CCBI) e autore senior dello studio. "Un insegnamento mirato può aiutare aree del cervello con prestazioni ridotte ad aumentare la loro efficacia."(...)
Le implicazioni dello studio potrebbero estendersi ben al d là del miglioramento delle capacità linguistiche. Just ha fatto notare che la capacità del cervello di adattarsi a seguito di un'istruzione con un ben preciso scopo ha la potenzialità di influenzare il processo di apprendimento anche in altre aree disciplinari.
"Ogni forma di educazione è di fatto un addestramento del cervello. (...) Questi risultati dimostrano che i soggetti con difficoltà di lettura possono sviluppare cervelli ottimamente efficienti. Bisognerebbe applicare lo stesso approccio ad altre capacità."
Inoltre, la prova concreta del miglioramento dimostrato in questo studio potrebbe essere preziosa per valutare l'efficacia di un approccio didattico o di un curriculum, o potrebbe addirittura essere usata come criterio-guida nel delineare una politica educativa. "Siamo agli albori di una nuova era di neuro-education," ha ossevato Just.
Sebbene quest'ultima parola - neuro-education - suoni molto inquietante ad orecchie italiane, evocando chip impiantati nel cervelletto e simili mostruosità, in effetti apprezzo molto un approccio rigoroso, anche neurofisiologico, allo studio dei processi di apprendimento e più in generale dello sviluppo dell'intelligenza.
Io ripeto sempre ai miei studenti che lo scopo della scuola non è - o non principalmente - insegnare cosa siano i mitocondri, la Campagna di Russia, il Botswana o le equazioni di secondo grado. Ma è insegnare a ragionare.
Dunque tutto ciò che ci aiuta a capire meglio come questo accada, beh, a me interessa!

sabato 2 agosto 2008

To ad or not to ad...

Come avrete notato, ho aperto nella colonna di sinistra un sondaggio, che riflette la mia incertezza circa l'inserimento in questo blog di Adsense (la pubblicità offerta da Google, che permette ai blogger di guadagnare qualche soldino).
Ci penso su da un po' di tempo, e sono molto combattuta: personalmente preferisco i blog senza pubblicità, e in generale ho con i soldi un rapporto molto conflittuale... ma sarebbe anche carino, in questi tempi di bilanci familiari in affanno, recuperare in questo modo almeno una parte di quel che spendiamo per la connessione ad internet.
Così ho deciso di rimettere la questione ai miei 23 lettori.
Grazie per il vostro voto!


foto woodsy in www.sxc.hu

venerdì 1 agosto 2008

Rieccomi

  • Adeguatamente biscottata dal sole generoso di Trinacria,
  • (iper)nutrita da arancini e granite (anche di gelsi con panna montata, certo: in tuo onore, Merins!),
  • tonificata dall'idromassaggio vigoroso del mar Mediterraneo,
  • un pochino più acculturata a seguito della lettura di bei romanzoni,
  • e soprattutto estasiata dal dolce abbraccio di mamma Sicilia e della sua gente,
ho concluso le mie quattro settimane di vacanza web-free e ora sono di nuovo immersa nell'atmosfera milanese, sudaticcia di afa, rauca di ozono da inquinamento, ma anche densa di stimoli umani e culturali.
Mentre tanti iniziano le proprie ferie (buon riposo, buon divertimento!) e altri riprendono - o continuano - a lavorare (coraggio!), noi prof ricarichiamo le batterie per l'anno che viene.
Al mare ho stilato un elenco delle discipline che dovrei approfondire per fare questo mestiere un po' meno peggio. Così di getto, la lista che è venuta fuori comprende una ventina di voci: dall'astronomia alla filosofia della scienza... dalla psicologia dell'età evolutiva alla legislazione scolastica... e tante altre cose, su cui mi sento più ignorante di un procione...
Panico! Come si fa a trovare tempo ed energie per studiare tutto quello che dovremmo sapere?
Ed intanto lavorare, preparare le lezioni, correggere i compiti in classe?
Ed inoltre curare la famiglia, pulire la casa, parlare coi figli, fare gli acquisti?
E poi incontrare gli amici, leggere cosa succede nel mondo, vedere qualche film, rilassarsi, magari anche dormire?
Ed infine, seguire i blog amici, ed a nostra volta bloggare?
Eppure ogni anno facciamo tutto questo, magari alla bell'e meglio ma lo facciamo. Straordinario!
Non so perchè, ma improvvisamente sento il bisogno impellente di una granita con la panna.

Related Posts with Thumbnails