giovedì 17 aprile 2008

Uno stupro per dire "ci sono"



Le evidenziazioni sono mie.
da: Tecnica della Scuola - Sesso tra giovani su You Tube? Gli esperti: si apra all’educazione sentimentale - di Alessandro Giuliani
L’indicazione giunge da Roma dove si sta svolgendo il IX Congresso della Federazione europea di sessuologia. Per gli adolescenti, dai 13 ai 18 anni sempre più privi di riferimenti, lo stupro diventa il luogo per affermare l’esistenza. Il palcoscenico preferito per la “recita” è il bagno della scuola o la discoteca. Internet serve, poi, per affermarsi, perché nessuno li ascolta.
Sempre più adolescenti pur di apparire su You Tube accettano di essere filmati dai coetanei durante i rapporti sessuali: e la scuola che fa? Troppo spesso poco o nulla, anche perché è sempre meno orientata al dialogo su questi argomenti. Ma perché docenti ed pedagoghi non comunicano ai giovani quali sono i rischi di questi comportamenti e quale strade andrebbero invece percorse per vivere una sessualità sana? Sono le domande cui stanno cercando di dare una risposta i sessuologi, riuniti in questi giorni a Roma per il IX Congresso della Federazione Europea di Sessuologia dal titolo “Therapy, prevenction and promotion of sexual well-being”.
Secondo medici e psicologi è un dato di fatto che gli adolescenti di oggi arrivano a violentare ed essere violentati quasi senza rendersene conto: in molti casi ormai lo stupro viene “organizzato” quasi fosse una recita reale da immettere su internet attraverso You tube. Per gli adolescenti, dai 13 ai 18 anni sempre più privi riferimenti, lo stupro diventa così un luogo per affermare l’esistenza: il palcoscenico preferito per la “recita” è il bagno della scuola, o la discoteca, i giardinetti ma anche la seconda casa di mamma e papà. E poco importa che la vittima sia consenziente o meno. Quel che mancherebbe non è ormai solo un’adeguata educazione sessuale, ma anche sentimentale.
Tra i relatori che hanno affrontato il tema ha destato particolare interesse Irene Petruccelli, Direttore del Centro di Psicologia giuridica dell’Istituto per lo studio delle psicoterapie di Roma (...). Nell'era tecnologica agli adolescenti non basta più picchiare il compagno handicappato, deridere l’insegnante o farsi riprendere mentre si compiono atti vandalici a scuola. "Secondo i giovani – continua la dottoressa - ormai queste bravate le fanno tutti e non fanno quasi più notizia, invece lo stupro è più forte perché l’indignazione che suscita è maggiore. Il sesso non c’entra; è solo una prova di forza, un’affermazione della propria esistenza. Non temono di essere puniti perché non si rendono conto di commettere un reato". E in questa finta recita "le ragazze danno il loro consenso, si sentono desiderate, le protagoniste. Ma, dopo, si innescano la riflessione e il pentimento e, come in tutte le vittime di stupro, la ferita è indelebile e profonda".
Ecco perché gli adulti non possono più rimanere indifferenti: gli adolescenti hanno un estremo bisogno di aiuto. "E’ evidente - continua Petruccelli – che ragazzi non sono gli unici colpevoli di questa situazione. Basta pensare che è la società stessa a bombardarli di messaggi incentrati sul corpo oggetto. Li stimola, in pratica, oltre la loro coscienza”. E sul fronte delle mancate responsabilità il mondo dell’istruzione non è da meno. “La scuola non li supporta con un’adeguata informazione: in aula non si fa educazione sessuale ma nemmeno educazione sentimentale. Si grida all’indignazione davanti ad un atto finito sui giornali, ma non si spiega a questi ragazzi il valore dei rapporti tra persone, il rispetto verso le donne ma anche verso il proprio corpo. Non si aiutano questi ragazzi a vivere una sessualità sana. Ed infine, se hanno bisogno di You Tube per affermare di esistere forse è perché nessuno li ascolta".
Qualche osservazione:

1. il ruolo della scuola. Certo mi sento chiamata in causa, come insegnante di scienze, quando si parla di educazione sessuale.

E sono d'accordo che è necessaria, e che se ne fa troppo poca, in Italia.

Ma non mi piace un'educazione sessuale che non vincola la sessualità al resto della vita di una persona, alla sua dignità, al senso della sua vita, alla costruzione della capacità di donarsi con consapevolezza.

Ecco perchè mi piace, invece, l'idea di una educazione sentimentale, che definirei meglio come educazione dell'affettività (che comprenda anche la sessualità, in tutti i suoi aspetti). In alcune scuole si fa.

2. Stupro, ergo sum? Terribile, se messa in questi temini, ma in realtà i ragazzi pensano semplicemente: "appaio, mi guardano, divento un pochino famoso, ergo sum".

La loro volatile e incerta coscienza di sè ha bisogno di una conferma. Che cercano - giustamente! - nello sguardo degli altri. E questo va conquistato, ad ogni costo. Appunto.

Allora: per sottrarli alla paranoia dell'eccesso "purchè si accorgano di me", non basterebbe cominciare semplicemente a guardarli, questi nostri ragazzi?

Guardarli, notarli, accorgerci che ci sono; reagire positivamente alla loro presenza; per esempio, quando li vediamo, salutarli.

(Perchè tutto ciò che a questo mondo è importante, è anche molto, molto concreto.)

Trasformarli, nei nostri occhi, da massa vociante a persone: una ad una. Che è poi l'unico modo che conosco per cominciare a fare, semplicemente, il nostro mestiere.


Powered by ScribeFire. Foto di chopstix00.
Related Posts with Thumbnails