sabato 23 febbraio 2008

La classe di Maria Serena

Con vergognoso ritardo segnalo un'ottima lettura da una insegnante e blogger di lunga esperienza. Sul blog Note Cellulari, di Maria Serena Peterlin, è possibile scaricare gratuitamente un e-book che racconta l'esperienza dell'autrice, insegnante di lettere in un istituto tecnico di Roma, da poco in pensione.

L'ho divorato in una sera, il suo e-book (intitolato "La classe non è .doc"). Mi ha divertito, commosso, stupito... Il genere non è nuovo, ma Maria Serena fa del suo racconto una testimonianza profondamente credibile di una vera passione per il nostro mestiere. Tre anni di una classe "terribile" che cresce sotto lo sguardo di un'insegnante così:
Tutto è didattica a scuola: compreso come ti vesti, come entri dal portone, come cammini, come li saluti. Io entravo (volutamente) sempre in classe sorridendo (anche con l'emicrania, il collare per l'incidente stradale ecc).
E se non sorridevo si preoccupavano.
Che cià oggi pressorè? Non è che ce l'ha con noi, vero?
Ero solennemente arcigna solo in occasione di feroci predicozzi (che non sono mancati), ma non ho mai "chiuso" con nessuno.
Tutto è didattica: anche il colore della matita per le correzioni, il passare tra i banchi, il caffè mandato a prendere dall'alunno/a affidabile. Tutto.
Però questo valeva per me. E auguro a ciascuno di trovare una bella strada tutta sua.
(da un recente post del suo blog)

Si può non condividere qualcosa dei toni un po' sopra-le-righe di Serena quando si occupa di politica con intensa passione civile. Ma nel suo e-book c'è solo l'amore: amore per i suoi alunni, proprio quelli con quelle facce e quelle storie; amore per l'italiano e la storia, assaporati con godurioso abbandono prima ancora che insegnati; amore per questo nostro mestiere, scalognato e meraviglioso.

Per di più Serena scrive in modo frizzante e godibilissimo, divertente, denso di intelligenza e sensibilità umana. Mi azzardo a dire che il suo modo di vivere l'insegnamento è quello che anch'io vorrei raggiungere, e per questo mi sono permessa di prendere da un altro suo post la frase che apre questo mio blog, una frase che definisce tutta la bellezza dell'avventura educativa.
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