La scuola degli altri: Kenia

lunedì 29 giugno 2009



Africa - Kenya: aumenti del 67% per gli stipendi degli insegnanti, di Riccardo Barlaam - Da luglio gli insegnanti delle scuole in Kenya avranno in busta paga un aumento fino al 67 per cento della loro retribuzione. Diventa così effettivo un accordo tra lo governo e il sindacato degli insegnanti, siglato a gennaio. Quell'accordo, che prevede un aumento compreso tra i 1.426 e i 30.112 scellini (da 13 a 279 euro), mise fine a uno sciopero di undici giorni. Secondo il segretario della Teacher Service Commission, lo stipendio di un insegnante passerà da circa 45.000 scellini al mese (416 euro) a poco più di 75.000 (694 euro). L'accordo prevede anche coperture per l'assistenza medica e agevolazioni per i pendolari.
[foto Flickr]


Read more...

Whohub intervista la sottoscritta

lunedì 8 giugno 2009

Qui.

http://www.whohub.com/pokankuni

Read more...

Pagare gli insegnanti in base ai risultati?

domenica 31 maggio 2009

Un ottimo video di Dan Willingham, segnalato da Scenes from the Battleground, dimostra perchè sia impraticabile la proposta di correlare la retribuzione degli insegnanti ai risultati raggiunti.

Ecco le ragioni principali, ben argomentate nel video (in inglese):
  1. dati mancanti (per gli abbandoni in corso d'anno) portano a risultati alterati, poichè tendono a ridurre il peso del segmento più fragile degli alunni; 
  2. poichè vi è correlazione fra risultati all'inizio dell'anno e a fine anno di ogni segmento di studenti, le differenze nei risultati non sono statisticamente affidabili;
  3. i miglioramenti misurati in una classe potrebbero non essere equivalenti a quelli registrati in un'altra;
  4. le circostanze (la collaborazione dei dirigenti, dei genitori ecc.) possono influenzare fortemente i risultati ottenuti da ogni insegnante;
  5. similmente, gruppi-classe diversi possono influenzare i risultati, a parità di abilità e impegno degli insegnanti;
  6. non è corretto indurre gli insegnanti a puntare esclusivamente a risultati a breve termine.

Read more...

C'è, e sta crescendo

venerdì 29 maggio 2009


Prof 2.0: La scuola che non si vede
C'è una scuola che cresce e non si vede. La scuola che tutti vogliono: genitori, professori, alunni. Una scuola senza ideologia, violenza e scandali. Una scuola fatta di persone al servizio e in collaborazione con altre persone. Una scuola che non si vede in tv e sui giornali. Perché si sa lì non si parla della realtà...
Ma quella scuola c'è. Io la vedo crescere.

[foto Anissat]

Read more...

Macchè motivazione

giovedì 28 maggio 2009

Motivazione? Passione? Incentivi?
Tutte sciocchezze!
Esiste un modo molto più semplice per "convincere" i ragazzi a studiare.

Ecco a voi lo StudyBall! un marchingegno di commovente semplicità:
I genitori preoccupati (che il figlio non studi abbastanza, ndt) regolano lo Study Ball sull'orario di studio desiderato e lo attaccano alla caviglia del figlio.
Un display luninoso mostra il "tempo di studio rimanente", e il meccanismo emette un bip e si sblocca quando il tempo è scaduto.
L'oggetto di stile carcerario pesa 9.5 kg, rendendo difficili i movimenti di chi lo indossa.
Non può essere chiuso per più di quattro ore, e viene fornito con una chiave di sicurezza che permette di aprire la cavigliera in qualsiasi momento.
La ball and chain costa 75 sterline ed è in vendita online su... (url omesso per obiezione di coscienza, ndt).
Il sito web recita: "Spesso, gli studenti che fanno fatica a concentrarsi tendono ad alzarsi dalla scrivania ogni dieci minuti per guardare la TV, parlare al telefono, prendere qualcosa in frigorifero, e tante altre distrazioni.
"Se dedicassero tutto questo tempo allo studio, ottimizzerebbero le proprie prestazioni e avrebbero più tempo libero... Study Ball ti aiuta a studiare di più e in modo più efficiente."
(Trovato qui.)

Read more...

L'importanza di raccontare

mercoledì 27 maggio 2009

Epidemia dislettica? di Luca De Biase - Al convegno Fast di ieri sui "nati digitali" una una professoressa ha denunciato un aumento dei casi di dislessia e problemi seri di attenzione nei bambini, iperstimolati, incapaci di stare più di un
Children at the World Storytelling Day Event
minuto su un punto, per mancanza di concentrazione. Si domandava se questo fosse legato anche all'uso intensivo dei media sociali e del computer in generale.

In un'intervista, Remo Bodei ha detto che la memoria cambia al tempo del computer e di internet: in questo tempo tutto il sapere è accessibile contemporaneamente. Sembra che non occorra ricordare ma solo saper consultare. Il tempo si trasforma in una sorta di iperpresente nel quale c'è una minore esperienza della prospettiva.

In effetti, la rete ha una memoria enorme. Ma si manifesta nella registrazione delle conversazioni che nell'atto di conversare. Eppure, come dice Jeff Hawkins, il nostro cervello funziona imparando storie. Successioni di fatti.

L'unica risposta, immediata, è salvaguardare e praticare il resoconto dei fatti, il racconto di storie, la ricerca della storia.
E personalmente aggiungerei: cominciando molto, molto presto.

[Sullo stesso argomento, più o meno: How storytelling shaped humanity, di Kate Douglas, New Scientist.]
Reblog this post [with Zemanta]

Read more...

La scuola degli altri: Uzbekistan

martedì 26 maggio 2009

UZBEKISTAN Per i bambini uzbeki i compiti a casa sono produrre cotone - Asia News - Tashkent - Strano compito a casa per i bambini delle scuole uzbeke della provincia di Ferghana. Gli insegnanti hanno insegnato loro come produrre con la carta delle capsule che contengono il seme del cotone. A casa ne devono fare 200 a testa e poi consegnarle in classe.
È l’ultima trovata del governo di Tashkent per utilizzare i minori nell’industria del cotone che costituisce il principale prodotto di esportazione del Paese. Nei mesi della raccolta, da settembre sino a dicembre, scuole ed università restano chiuse perché bambini e ragazzi vengono impiegati nei campi.
Lo scorso anno alcuni dei principali gruppi occidentali della grande distribuzione hanno boicottato i prodotti contenenti cotone uzbeko. Colossi come Wal Mart e Marks & Spencer hanno cercato così di protestare contro lo sfruttamento dei minori nelle piantagioni. Ma le piogge ed il maltempo hanno rovinato i campi di cotone ed il governo di Tashkent è tornato a permettere l’uso della manodopera dei bambini per far fronte all’emergenza in risposta alle pressioni dei coltivatori.
Il Paese vieta di per sé il lavoro minorile, ma l’industria del cotone in Uzbeksitan, che è di proprietà statale, è portata avanti con modelli di lavorazione artigianale che richiedono un elevato impiego di manovalanza. I bambini hanno dei costi molto inferiori agli adulti che in media ricevono tra i 6 e i 7 dollari al giorno.
Karim Bozorboev, attivista per i diritti umani nella provincia di Sirdaryo, afferma che le autorità dichiarano alla comunità internazionale di voler combattere lo sfruttamento del lavoro minorile, ma poi nei fatti lo permettono o addirittura lo appoggiano. Afferma Bozorboev: “Durante la stagione della raccolta del 2008 abbiamo ricevuto informazioni che un rappresentante del governo provinciale, incaricato delle politiche agricole, ha detto alla gente che ‘se non avessero mandato i loro bambini nei campi, sarebbero stati dichiarati nemici della nazione’”.
[foto Flickr]

Read more...

Siti amici

http://www.megliounlibro.it/



http://www.risonanza.net/



http://www.faes-scuole.it/



http://www.oeffe.it/interne_chisiamo/storia.html



http://pequenas-huellas.blogspot.com/

Gestione dei cattivi soggetti

Consigli per gli acquisti

Connessioni

Profilo Facebook di Vittoria 

Patti site statistics http://www.wikio.it Add to Technorati Favorites
Secondary  Blogs - Blog 

Catalog Blog Directory Secondary  Blogs - 

BlogCatalog Blog Directory Join My Community at MyBloglog!

Chi ci visita, e cosa cerca

  © Free Blogger Templates Columnus by Ourblogtemplates.com 2008

Back to TOP